Roberto Frugone - Ultreia! (2002)
Roberto Frugone - Ultreia! (2002)

ULTREÏA!

Nell’inquietudine stilistica di questo disco del 2002 c’è forse un felice equilibrio di sonorità sospese tra jazz e folk, world music (presenti anche brani in dialetto genovese) e pop. Ultreia!, che è il saluto in latino dei pellegrini lungo il Camino di Santiago e significa appunto “vai oltre” è l’album rimasto nel cuore di tanti miei ascoltatori ed esprime il mio gusto per la ricerca sia musicale che poetica.

I dipinti e i disegni dell’artista visiva Maria Rocca ne illustrano il libretto e prestigiosi musicisti ospiti (Claudio Lillo Fossati, Stefano Guazzo, Valerio Bottari, Renato “Guitar Ray” Scognamiglio e Paolo Banchero), grazie al gusto e alla preparazione degli arrangiatori – il bassista Fabio Cassetta e il chitarrista Claudio Borghi – ne impreziosiscono i contenuti.

INTRODUZIONE ALL’ALBUM

Ultreia! è un’antica espressione pellegrina. Tratta da un inno a San Giacomo, in un latino medievale ibrido significa “oltre”… “vai oltre!”.
È un saluto, un augurio, un’invocazione appassionata.
Se la scambiano i caminantes, coloro che si mettono per via senza niente nella bisaccia, consumati dal desiderio di raggiungere un luogo santo sulla terra per imparare a inseguirne uno di cielo.
Per questo lasciano tutto: casa, lavoro, familiari, sicurezze e attraversano valli impervie, terre inospitali e mari dalle sponde ignote.
Hanno una conchiglia per bere e un bastone per sorreggere il passo.
Ogni tanto raggiungono dei templi di pietra e spargono in essi inebrianti canzoni e profumi di incenso. Ma non significa che sono arrivati. Lo sanno bene.
Il fondo dei loro occhi è impregnato di una sostanza misteriosa chiamata speranza, sulla loro pelle sudore ed un forte odore di strada da percorrere.
Sono uomini liberi. Si nutrono di salmi, di stelle, di idee forti per le quali non esitano a combattere e dare la vita.
Ma da uomini disarmati quali sono, le loro battaglie sono macchiate solo di sangue offerto.
Per me “Ultreia” è un modo di vivere.
È fame di pace, giustizia, bellezza e libertà.
È stupore che qui si converte in suoni e parole.
È non rassegnarmi mai, non ridurre la vita alla tristezza di uno sguardo piccolo, a una sequenza ineluttabile di abitudini e compromessi, ma scrutare sempre oltre.
È sperare l’insperato, attendere l’inatteso, amare oltre misura.
È coltivare grandi sogni come piantine d’orto, credere con forza in cieli nuovi e terre libere, capire che una strada c’è per tutti. Basta partire e percorrerla insieme dovunque porti.
Camminando ho scoperto che i frutti più dolci sono i compagni di viaggio, che ogni uomo è fratello e che la vita è un dono bellissimo.
Io suonerò per questo. Finché avrò terra sotto il bastone e vento nei polmoni.

Roberto Frugone, giullare

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CREDITI

  • Musiche e parole di Roberto Frugone
  • Arrangiamenti di Claudio Borghi e Fabio Cassetta
  • Registrato e mixato da Enrico Pianigiani
  • Dipinti, disegni, foto e grafica di Maria Rocca
  • Prodotto da Roberto Frugone
  • ℗ 2016 Dughero Paolo Edizioni Musicali

TRACCE

  1. La macina
  2. Blue samba
  3. Il mio nome
  4. Pesca pescou
  5. Spostamenti sul confine
  6. Mi hanno parlato di autunni
  7. L’ultima parola
  8. Mille franchi
  9. La ballata del giglio
  10. Un giorno sulla terra
  11. Ultreia!