Nell’impressionante chiarezza dell’Appendice del capolavoro di Primo Levi Se questo è un uomo ho trovato, accanto a una puntuale analisi storica, una delle riflessioni più profonde sulla tragedia della Shoah e sulla fondamentale importanza della memoria.

Si tratta di alcune pagine redatte dall’autore per l’edizione scolastica del 1976, per rispondere alle domande che gli venivano continuamente poste dai lettori studenti. Eccone un passaggio, la cui prosa composta rende ancor più gigante la testimonianza e il monito:

«Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi, “non si deve” comprendere, perché comprendere è quasi giustificare.

Mi spiego: “comprendere” un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l’autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui.

Ora, nessun uomo normale potrà mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri. Questo ci sgomenta, ed insieme ci porta sollievo: perché forse è desiderabile che le loro parole (ed anche, purtroppo, le loro opere) non ci riescano più comprensibili.

Sono parole ed opere non umane, anzi, contro-umane, senza precedenti storici, a stento paragonabili alle vicende più crudeli della lotta biologica per l’esistenza. A questa lotta può essere ricondotta la guerra: ma Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne è un episodio, non ne è una forma estrema.

La guerra è un terribile fatto di sempre: è deprecabile ma è in noi, ha una sua razionalità, la “comprendiamo”. Ma nell’odio nazista non c’è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell’uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso.

Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre».

Fonte: Primo Levi – Se questo è un uomo, Appendice (pag 188-189 Edizioni Mondadori)

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