Oggi è la festa del lavoro, una circostanza che, nonostante l’altissimo valore simbolico e la sua collocazione in quel meraviglioso momento dell’anno in cui la vita riesplode palpitante, nel periodo presente di terribile crisi economica che sfigura le nostre vite risuona a come un monito di drammatica urgenza.

Corte del Giullare è il blog che racconta la ricerca della sintesi di un’esperienza professionale che fonde assieme tecnica e arti, comunicazione, creatività e tecnologia

Per me il primo maggio, fin dall’infanzia, odora di gita fuoriporta, di panini col salame e aroma fresco di campo, di primavera incalzante, insomma. E della primavera ho sempre adorato il sapore di futuro, quel senso di cantiere aperto che essa porta prepotentemente con sé.

Quest’idea coincide con quella che ho del mio lavoro, o meglio, dei miei diversi mestieri che ogni giorno ho la fortuna di poter annodare assieme, di scomporre e ricomporre in un mosaico mai uguale a se stesso e faticosamente costruito.

Sono un artista a cui la definizione di musicista e cantautore è sempre stata stretta, tanto da avviare pressochè contemporaneamente alla mia carriera dei percorsi paralleli di didattica e lavoro sociale che negli anni ho osservato diventare sempre più parte integrante dell’identità creativa.

Man mano che l’attività di produzione musicale e il mondo dello spettacolo col suo scintillio spesso evanescente m’impegnavano a tempo pieno, scoprivo nell’arte dell’insegnamento un’inesauribile fonte di sperimentazioneperfezionamentoispirazione e umiltà.

Cartolina Roberto Frugone - Mille franchi

Nell’insegnare agli altri, soprattutto trasmettendo ai più giovani la passione per la creatività, imparavo a mia volta rimettendomi in gioco. Può risuonare come la scoperta dell’acqua calda ma non lo è affatto, come non è banale trascorrere gli ultimi quattordici anni in un Centro Giovani a contatto con la vivacità, gli slanci e la malinconia degli adolescenti e con essi sognare, progettare, smontare e rimontare anche là mosaici di umanità e progetti.

Poi è arrivato il web e la multimedialità a esso legata che mi hanno conquistato e offerto nuovi sbocchi professionali. L’universo dei nuovi media si può rivelare una potentissima protesi della creatività se si hanno buone idee e le si sanno afferrare per il manico, oppure può trasformarsi in un’enorme perdita di tempo e un’illusione di modernità se ci si ferma alla superficie, alla vacuità dell’autorappresentazione compulsiva che oggi si rischia con l’uso improprio dei media sociali.

Oggi è il primo di maggio e ho finalmente deciso che inizierà da qui questo racconto che vorrei scrivere, mostrare e condividere sul web, territorio che abito ed esploro da molto tempo. Ho la piccola presunzione di sentirmi un pioniere e spero che la mia esperienza possa interessare a qualcuno, che possa essere una pista, un contributo di idee per un qualche futuro.

Quando ho iniziato a studiare musica da bambino mi dissero che forse era un po’ tardi, quando ho aperto il mio sito web mi dissero che erano soldi sprecati, un ministro ha affermato non molto tempo fa, in televisione, che con la cultura non si mangia. Quel che faccio per vivere e che quasi mai riesco, con imbarazzo, a dire in meno di quindici righe a me pare mostrare in qualche modo il contrario. Con fatica, senza gli onori delle cronache, la gloria degli stadi e con pochi spiccioli, a me la cultura mescolata alla tecnè riempie la vita.

Corte del Giullare, questo blog, è e sarà questo: la ricerca della sintesi di un’esperienza, il desiderio di fondere assieme tecniche, arti, comunicazione, creatività e tecnologia nell’ardito tentativo di dire molto e molto abbracciare, conoscere, capire, assaporare.

Corte del Giullare è anche un grazie senza fine a chi ogni giorno accanto a me fa sì che questo mestiere plastico possa con tenacia realizzarsi, come i petali di un girasole che si dischiude e anche nella burrasca cerca il sole. Ecco, oggi è la festa del lavoro ed è tempo per me di descrivere i movimenti di quel girasole a caccia di luce. È tempo di raccontare.